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TRIO ADRIATICA

Francesco Ganassin - clarinetto
Roberto Tombesi - organetto
Giancarlo Tombesi - contrabbasso

Il Trio Adriatica nasce nell'estate del '99, dopo la partecipazione al festival Itinerari Folk di Trento. Il consenso ottenuto induce a sviluppare all'interno di Calicanto una sorta di itinerario trasversale nella musica strumentale delle regioni adriatiche, attraverso una personale sintesi di sacro e profano, classico e popolare, danze tradizionali e composizioni originali. Il trio dall'inizio della sua attività è particolarmente attratto dalla "musica che emoziona" e presenta al pubblico la sua suggestiva collezione di immagini fatta di rappresentazioni in musica di luoghi, costumi, cibi, sensazioni, persone, danze, feste.
Lo strumentario volutamente essenziale ed acustico spinge i musicisti a sperimentare ed indagare le possibilità espressive e di dialogo dei tre strumenti in gioco, muovendo da pronunce tipiche della musica tradizionale e prendendo spunto da sonorità contemporanee.

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Trio Adriatica - Speranze Perdute

Concerto teatralmente a ballo con la collaborazione scenica di Titino Carrara e Carlo Presotto

 

Sembrano usciti da quella nebbia che sa di terra, e subito sono. a loro agio. Un paese imprecisato della pianura veneta, alla "Tana del Diavolo", proprio quella balera contro cui Don Gino scaglia le sue omelie. Lo ripete, che i passi di danza, le mazurche, le polche, le scotis, i saltini, conducono tutti verso una sola strada, quella della perdizione.

Ma i tre musicanti non se ne preoccupano, sorridono delle frasi degli scienziati che si scagliano contro le danze, dedicando a loro ed a don Gino un bel ballo. Ma tusi, atensione!

Raccontano di chi non riesce ad arrivare con il Cis-ban perchè la bicicletta gà sbusà,raccontano dei loro strumenti, dell'organetto che non è una fisarmonica, di come i vecchi istriani balano il Sotis, si fanno aiutare dagli spettatori, ma soprattutto suonano. E diventa difficile rimanere seduti, mentre i tre giocano a rubarsi il pubblico e la scena. Ed i ballerini di Festa Continua li assecondano, evocando dal nulla passi e figure, salti e piroette. Una presenza importante fatta di sguardi, contatti ed abbracci che dialoga con i musicisti e li moltiplica in un labirinto di specchi.

Non ci si accorge (quasi) che dietro questo gioco, dietro lo scherzoso prendersi in giro, ci sono 25 anni di certosino lavoro di documentazione sulle danze dell'area veneta.

Il trio Adriatica sceglie di giocare a nascondino, facendo bau-sete dietro la ricostruzione dell'atmosfera di una balera negli anni tra le guerre. E sobbalziamo quando un giro di musica, una frase cantata, risvegliano in noi un eco, come quando riconosciamo nella freschezza della sua foto da ragazza il volto della nonna. Perchè ancora, di un volto come quello, noi stessi potremmo innamorarci.

Titino Carrara e Carlo Presotto
 

L’enorme quantità di materiale documentale sulle danze del Veneto e dintorni raccolto in 25 anni di ricerche ci ha indotto ad allestire uno spettacolo interamente dedicato alla danza.

SPERANZE PERDUTE è uno spettacolo suonato, recitato, cantato e danzato che trae il nome da un celebre valzer degli anni '30. E' dedicato al mondo del ballo popolare veneto tra le due guerre in cui si rivivono nella balera "La Trappola del Diavolo", non senza ironia, struggenti mazurche, balli di coppia (polche, scotis, saltini,...), danze collettive (polesana, bassanello, giga, menacò, valsivien, gajarda,...) in un continuo gioco teatrale tra i protagonisti che si conclude in una collettiva esilarante quadriglia finale che coinvolge anche il pubblico danzante.

L’offerta prevede tre possibilità di spettacolo:
- concerto tradizionale
- concerto teatralmente a ballo con FestaContinua
- concerto teatralmente a ballo e animazione con la partecipazione di alcuni ballerini di FestaContinua

 

 

«Un trio che dai Calicanto si spinge verso la sala da ballo»

Per qualcuno i musicisti si dividono in "quelli che non sanno suonare 'Speranze perdute' e... quelli bravi". Il nuovo spettacolo del Trio Adriatica non mette al centro tanto la perizia tecnica, che pure aiuta, quanto la voglia di ridisegnare il contesto di una vecchia sala da ballo, dove ridare vita una selezione delle migliori danze raccolte o scritte in seno all'Atelier Calicanto nei suoi venticinque anni di attività e oggi portate inscena insieme a dodici danzatori di Festa Continua. Battezzato a Padova nello spazio accogliente della Fornace Carotta, il concerto mostra un consolidato rapporto con i registi Titino Carrara e Carlo Presotto, intelligenti scultori di uno spettacolo che diventa narrazione dei dieci anni del trio. Spavaldamente in scena con cappello, occhiali neri e vestiti di qualche decennio fa, i fratelli Tombesi e Francesco Ganassin giocano a rubarsi la scena ne "La Trappola del Diavolo", il locale impreziosito dall' "arte povera", ormai filo conduttore dell'estetica di Roberto Tombesi. E ci raccontano, attraverso scotis, gajarde, saltini, mazurche, polesane, furlane, di una storia cominciata dieci anni fa, quando i Calicanto furono chiamati all'ultimo momento a sostituire un altro gruppo ad Itinerari Folk di Trento e riuscirono a rispondere all'appello in tre. Il concerto è allora un occasione per ricordare il primo clarinettista del trio, Nicola Marsilio, da poco scomparso e Riccardo Sandini, compianto violinista di Calicanto, presente con una composizione sempre "calda" quale "Piova a Pirano". Ottimo il lavoro coreutico di Festa Continua, con Gianni Esposito che sa introdurre passi che sanno di taranta quando meno te lo aspetti e che, forte del laboratorio pomeridiano sul ballo, chiama tutti i presenti ad un coinvogente e danzante finale collettivo.

Alessio Surian, Il Giornale della Musica

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