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OPD - Orchestra Popolare delle Dolomiti

L’origine di questo ensemble orchestrale risiede in un importante ritrovamento di manoscritti di danze popolari. Una recente ricerca sul campo, svolta nella zona del Cadore in provincia di Belluno, nell’ambito dei corsi di etno-musicologia curati da Roberto Tombesi presso il Conservatorio di Padova.

 

Inizialmente è tornato in vita un vissuto libretto contenente oltre centro melodie, recuperato dalla studentessa Manuela De Luca Valente nel Comune di S. Vito di Cadore. Ma successivamente dal contatto con il signor Marino De Lotto sono emersi altri tre documenti, meno interessanti del primo dal punto di vista musicale, ma molti significativi anche da altri punti di vista in quanto provenienti da famiglie cadorine emigrate in America del Nord tra otto e novecento. Si tratta di quaderni scritti in bella calligrafia dai musicisti delle tante orchestrine che nella prima metà del novecento, popolavano la vita dei paesi delle valli dolomitiche tra Veneto, Trentino e Sudtirolo, ma più in generale dell’area alpina e prealpina del nord Italia. Il primo di questi documenti rappresenta, in particolare, un corposo repertorio inedito (115 melodie), con denominazioni in alcuni casi curiose (concierditesta, berlingozza, pia, bettina, etc.), dove regna sovrano il principe delle danze, l’amato valzer, accanto a balli di origine molto più antica come le monferrine, la quadriglia, il galop, la villotta, il varsovien, la sottis, la gavotta. In alcuni brani è facile riconoscere la parentela con noti repertori alpini o dell’appennino emiliano.

 

Una prima riflessione su questi manoscritti è contenuta nel volume “Ballabili antichi per violino o mandolino, un repertorio dalle Dolomiti del primo ‘900” (Nota giugno 2012). Un lavoro realizzato da Roberto Tombesi, Francesco Ganassin e Tommaso Luison che presenta una serie di saggi, le trascrizioni di tutti i brani e in allegato anche un CD con la riesecuzione di 34 melodie tratte dal manoscritto principale.

Si tratta del primo capitolo di un progetto più ampio sulle Dolomiti pensato dall’associazione Atelier Calicanto.  Il secondo capitolo del progetto è proprio l’idea di far rivivere questi documenti attraverso la costituzione di una piccola orchestra composta da musicisti, appartenenti a gruppi attivi nell’ambito della musica tradizionale, ma anche di formazione classica, nell’area territoriale delle Dolomiti. È nata così l’Orchestra popolare delle Dolomiti, alla quale aderiscono circa 25 musicisti dei seguenti gruppi: Abies alba (Trentino), Altei (Belluno), Alessandro Tombesi ensemble (Veneto), Bandabrian (Veneto), Calicanto (Veneto), Compagnia del fil de fer (Trentino), Mideando string quintet (Veneto), Pasui (Alto Adige/Sudtirol), Quartetto Neuma (Trentino). Un ensemble unico con la presenza di una sezione di plettri (mandolini, mandole, chitarre), una sezione di archi (violini, violoncelli e contrabbasso), una sezione di fiati (traverso, ottavino, schwegelpfeife, cornamuse, flauti dritti, ocarine), arpa e zither, organetto diatonico e armonium, percussioni tradizionali e domestiche e infine le voci.

 

La direzione dell’orchestra è affidata a Francesco Ganassin che ha curato tutti gli arrangiamenti dei brani.

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