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Titino Carrara

Laura Curino

Calicanto

La magnifica intrapresa - (disponibile in tre allestimenti)

LA MAGNIFICA INTRAPRESA di Paolo Domenico Malvinni

Musiche di Calicanto e della tradizione Veneta
Regia di Titino Carrara

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Allestimento (A)

LA MAGNIFICA INTRAPRESA - Il concerto (controcorrente) delle galee

TITINO CARRARA - voce recitante

Claudia Ferronato (voce, percussioni), Roberto Tombesi (organetto, mandole, salterio, ludro, voce), Francesco Ganassin (clarinetti, ocarine, oboi popolari, voce), Giancarlo Tombesi (contrabbasso, voce)

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Allestimento (B) 

LA MAGNIFICA INTRAPRESA - Galeas par montes

LAURA CURINO - voce recitante

Claudia Ferronato (voce, percussioni), Roberto Tombesi (organetto, mandole, salterio, ludro, voce), Francesco Ganassin (clarinetti, ocarine, oboi popolari, voce), Giancarlo Tombesi (contrabbasso, voce)

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Allestimento (C)

LA MAGNIFICA INTRAPRESA - Galeas par montes

TITINO CARRARA e LAURA CURINO - voci recitanti

Claudia Ferronato (voce, percussioni), Roberto Tombesi (organetto, mandole, salterio, ludro, voce), Francesco Ganassin (clarinetti, ocarine, oboi popolari, voce), Giancarlo Tombesi (contrabbasso, voce)

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Nell’anno 1438, inviata dal doge Francesco Foscari della Serenissima Repubblica Veneta, parte da Venezia una flotta di Galee e barche da guerra. Raggiungeranno il Garda passando dai monti: la pianura è in mano all’esercito milanese al soldo di Filippo Maria Visconti, e per raggiungere ed aiutare l’assediata Brescia questa è l’unica, pur pazzesca, via da percorrere.

La flotta risale controcorrente il fiume Adige, combattendo ogni sorta di avversità: migliaia di braccia e funi tirano dalle vie degli zattieri, spingono con pertiche, argani, buoi e cavalli, più di duemila.
I ponti vengono abbattuti per fare luogo al passaggio delle navi alberate e avanti fino a Verona. E poi su per la Chiusa fin quasi a Rovereto, con sudore e sangue, non dimenticando il “doveroso” saluto al famoso verone dov’è affacciata la bella Giulietta.
A Mori si tirano le navi in secca, e l’impresa si fa titanica: le navi devono attraversare una lunga valle e poi risalire le montagne, aprendosi un varco fra alberi e rocce e raggiungere il passo San Giovanni… per poi volare fra dirupi a Nago e Torbole per posare finalmente gli scafi nella acque color cobalto del lago di Garda.  
Nel grande lago poi, battaglie dai diversi esiti tra le flotte della Serenissima e dei Visconti di Milano che hanno in acqua le navi degli alleati Genovesi.

Un’impresa titanica raccontata con leggerezza e precisione dalle molteplici voci di Laura Curino, che mette in vita i potenti dell’epoca, i Visconti e i Foscari; i grandi comandanti come Gattamelata, Piccinino e Colleoni; intraprendenti aiutanti come Sorbolo da Candia; abili marinai e carpentieri, talvolta saggi di una sapienza antica, come Blasio che sembra uscito dalla commedia dell’arte. E con le voci le atmosfere musicali e le canzoni del gruppo  “Calicanto”.
 
All’opera carpentieri: allestite i legni, pronte le truppe, ai remi i rematori, le puttane ai puttanieri, selle ai cavalli, agli asini e alle vacche… in arcione i cavalieri… avanti i rematori, i greci e i cretesi, i croati e gli albanesi, i fiamminghi e i todeschi.
Alla magnifica intrapresa!

Titino Carrara


Infine, che si racconta qui?
La rievocazione di una straordinaria impresa militare nell’Italia del Quattrocento?
L’ultima avventura di Gattamelata, condottiero settantenne?
La prima grande avventura del cretese Sorbolo? (il montanaro che soffre di mal di mare col pallino di fare il marinaio).
Oppure è il viaggio di Blasio de Arboribus, con il suo “trasporto eccezionale”?
Scrivendo, ha occupato i miei pensieri pure la rissosità dei piccoli stati italiani (mentre nel resto d’Europa si formavano le grandi nazioni). Così come mi ha affascinato la forza di espansione e progettazione della Repubblica di Venezia (fermata solo da una alleanza tra  … tutti gli altri).
Ma se dovessi indicare il nodo del racconto, lo individuerei in una scena al centro della storia. Il vecchio Capitano e il giovane Sorbolo, risalendo una costa montuosa, affranti dalla fatica, vedono davanti a loro allargarsi il lago di Garda. Un’acqua aperta su tutto il loro mondo, un crocevia delle possibilità che rivela ai due, come una visione illuminante e contraddittoria, l’intimo desiderio di limitarsi a contemplare assecondando il creato, e l’inarrestabile voglia di fare, la spinta a intraprendere che li renderà protagonisti di una grande impresa, galeas per montes conducendo.  

Paolo Domenico Malvinni 

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